L'anno che sta arrivando DICE che fra un anno non passerà, perchè arriverà prima la fine del mondo. D'altro canto io compirò 40 anni, quindi c'è poco altro da aggiungere.
A parte il fatto che, posso dirlo?, sono a più o meno a metà della corsa. Ci sono arrivata, come non lo so, ma sto qui. Mi viene un po' da ridere, se ci penso.
Io penso che sia una cazzata. La storia che non importa quello che trovi alla fine della corsa, ma quello che provi durante.
Io penso che conti anche quello che trovi, soprattutto quello che trovi, e che queste siano frasi senza significato, scritte e fatte per i libri di Fabio Volo, per i baci perugina e per i film leggeri dove i protagonisti sono tutti belli e tanto si sa che se perdono un amore, o un sogno, poi ne trovano un altro. Chi le scrive è un esperto di marketing e le mette lì perchè sa che faranno effetto o forse ha solo 5 anni ed ancora non si è infilato nemmeno le scarpe per iniziare a correre.
Io penso che se la fine di una corsa è la fine di un amore non passi il tempo a dire "però almeno c'è stato" ma a struggerti perchè non c'è più. Magari non quella persona, ma quella sensazione. Quando tutto finisce perchè va a gambe all'aria ti viene da pensare che se doveva finire così, allora era meglio non averla fatta, quella maledetta corsa. Io ad esempio potrei pensarlo, e sono sicura di non essere l'unica. Lo so che tanti mi direbbero "ma no, ma dai. Il viaggio stesso è la ricompensa". Ma per me lo dici solo se sei già arrivato da qualche parte e tutto sommato quello che hai trovato non ti dispiace.
Per questo ho amato "One day". Perchè lui alla fine è solo pazzo di dolore, non dice cose scontate come "meno male che c'è stata", oppure "beh però almeno alla fine dopo 20 anni ho capito che era lei la donna della mia vita, poi l'ho persa, ma per fortuna siamo stati insieme almeno 3 anni". Finisce semplicemente che lui riavvolge il nastro e ricomincia da capo, da quando erano piccoli, e il tempo si ferma a quel momento, ogni volta che si ripete si ferma lì, al momento in cui potevano scegliersi e non l'hanno fatto. Io penso che sia impossibile vivere senza almeno un rimpianto.
Perchè la questione è che siamo piuttosto semplici, siamo elementari come i biglietti che si scambiano i bambini di 7 anni "ti amo, mi ami?", anche se andiamo sulla luna o studiamo il DNA. E' questa specie di cosa che ci travolge quello che vogliamo trovare alla fine della corsa. Per questo corriamo come dannati.
Quindi, tanto per cominciare, quando iniziamo a correre dovremmo farlo sapendo dove vogliamo arrivare. Perchè è proprio quello che ti aspetta alla fine o che pensi ti aspetti alla fine che mette in moto tutto. Perchè il viaggio è importante, è vero, ma è SOLO UNA PARTE del divertimento, e noi lo iniziamo per vedere cosa c'è all'arrivo, anche se poi ci diciamo che in fondo va bene pure così.
E siccome vogliamo arrivarci, a sto traguardo, magari dobbiamo pure dosare le forze. Ci sono tratti in cui puoi andare più spedito. Alcuni in cui recuperi terreno e puoi permetterti di fermarti a riposare. Altri in cui fai fatica. Altri in cui conservi l'energia per spingere dopo. Altri ancora in cui proprio non ce la fai più e allora vai avanti di testa. Ma se quello che c'è alla fine della corsa non avesse importanza che senso avrebbe allora tutto questo spingere e riposarsi e ricominciare? Io penso che per essere felici abbiamo bisogno di qualcuno che ci trovi e ovunque questo qualcuno sia è a quel posto che noi apparteniamo, è in quella direzione che dobbiamo andare. Dobbiamo muoverci per farci trovare.
Quando Forrest Gump inizia a correre, la prima volta, lo fa perchè glielo dice Jenny. Quando lei se ne va e lui ricomincia a correre, per tutti gli Stati Uniti, ogni volta che si ferma pensa a lei. E allora fa un altro pezzo, ancora più avanti. Quando lei torna da lui, Forrest non corre più.
Comunque.
Nel 2012 presumibilmente finirà il mondo.
Ecco, vi auguro di trovare la vostra pignatta d'oro alla fine della corsa. Da qualche parte, oltre l'arcobaleno. Ma va bene anche nel giardino dietro casa vostra, mò lascia stà Judy Garland. Insomma, fate un po' voi.
A parte il fatto che, posso dirlo?, sono a più o meno a metà della corsa. Ci sono arrivata, come non lo so, ma sto qui. Mi viene un po' da ridere, se ci penso.
Io penso che sia una cazzata. La storia che non importa quello che trovi alla fine della corsa, ma quello che provi durante.
Io penso che conti anche quello che trovi, soprattutto quello che trovi, e che queste siano frasi senza significato, scritte e fatte per i libri di Fabio Volo, per i baci perugina e per i film leggeri dove i protagonisti sono tutti belli e tanto si sa che se perdono un amore, o un sogno, poi ne trovano un altro. Chi le scrive è un esperto di marketing e le mette lì perchè sa che faranno effetto o forse ha solo 5 anni ed ancora non si è infilato nemmeno le scarpe per iniziare a correre.
Io penso che se la fine di una corsa è la fine di un amore non passi il tempo a dire "però almeno c'è stato" ma a struggerti perchè non c'è più. Magari non quella persona, ma quella sensazione. Quando tutto finisce perchè va a gambe all'aria ti viene da pensare che se doveva finire così, allora era meglio non averla fatta, quella maledetta corsa. Io ad esempio potrei pensarlo, e sono sicura di non essere l'unica. Lo so che tanti mi direbbero "ma no, ma dai. Il viaggio stesso è la ricompensa". Ma per me lo dici solo se sei già arrivato da qualche parte e tutto sommato quello che hai trovato non ti dispiace.
Per questo ho amato "One day". Perchè lui alla fine è solo pazzo di dolore, non dice cose scontate come "meno male che c'è stata", oppure "beh però almeno alla fine dopo 20 anni ho capito che era lei la donna della mia vita, poi l'ho persa, ma per fortuna siamo stati insieme almeno 3 anni". Finisce semplicemente che lui riavvolge il nastro e ricomincia da capo, da quando erano piccoli, e il tempo si ferma a quel momento, ogni volta che si ripete si ferma lì, al momento in cui potevano scegliersi e non l'hanno fatto. Io penso che sia impossibile vivere senza almeno un rimpianto.
Perchè la questione è che siamo piuttosto semplici, siamo elementari come i biglietti che si scambiano i bambini di 7 anni "ti amo, mi ami?", anche se andiamo sulla luna o studiamo il DNA. E' questa specie di cosa che ci travolge quello che vogliamo trovare alla fine della corsa. Per questo corriamo come dannati.
Quindi, tanto per cominciare, quando iniziamo a correre dovremmo farlo sapendo dove vogliamo arrivare. Perchè è proprio quello che ti aspetta alla fine o che pensi ti aspetti alla fine che mette in moto tutto. Perchè il viaggio è importante, è vero, ma è SOLO UNA PARTE del divertimento, e noi lo iniziamo per vedere cosa c'è all'arrivo, anche se poi ci diciamo che in fondo va bene pure così.
E siccome vogliamo arrivarci, a sto traguardo, magari dobbiamo pure dosare le forze. Ci sono tratti in cui puoi andare più spedito. Alcuni in cui recuperi terreno e puoi permetterti di fermarti a riposare. Altri in cui fai fatica. Altri in cui conservi l'energia per spingere dopo. Altri ancora in cui proprio non ce la fai più e allora vai avanti di testa. Ma se quello che c'è alla fine della corsa non avesse importanza che senso avrebbe allora tutto questo spingere e riposarsi e ricominciare? Io penso che per essere felici abbiamo bisogno di qualcuno che ci trovi e ovunque questo qualcuno sia è a quel posto che noi apparteniamo, è in quella direzione che dobbiamo andare. Dobbiamo muoverci per farci trovare.
Quando Forrest Gump inizia a correre, la prima volta, lo fa perchè glielo dice Jenny. Quando lei se ne va e lui ricomincia a correre, per tutti gli Stati Uniti, ogni volta che si ferma pensa a lei. E allora fa un altro pezzo, ancora più avanti. Quando lei torna da lui, Forrest non corre più.
Comunque.
Nel 2012 presumibilmente finirà il mondo.
Ecco, vi auguro di trovare la vostra pignatta d'oro alla fine della corsa. Da qualche parte, oltre l'arcobaleno. Ma va bene anche nel giardino dietro casa vostra, mò lascia stà Judy Garland. Insomma, fate un po' voi.